Amaro freddo

tempi e luoghi di angoli

By AntonellaPetrera In Counseling

C’è un angolo preciso del cuore che fa male, quando si soffre per amore. E’ come se qualcosa di freddo e amaro ci venisse versato sopra. Il cuore sa che continuerà a pulsare, ma in quel punto lì ogni battito sarà esattamente come un freddo ingoio amaro. E’ quello il sapore che a tratti si sente in gola. Accade nell’angolo delle colazioni zitte, delle luci del comodino spente e basta, delle spruzzate di profumo sul collo si sa perché ma chissà per chi. Sono quei momenti in cui nel cuore circola quel vago odore di sogno speranzoso un po’ patetico e approssimativo come i pigiami di Bridget Jones o il libro per incartare il pesce di William Thacker. Quell’angolo ruba al quotidiano la dedizione di cure maledettamente accurate, ruba considerazione che arriviamo a considerare maledetta, e ruba indifferenza maledettamente indifferenziata rispetto alle mille altre cose che ci tocca essere un giorno dietro l’altro. Genitori, professionisti, guidatori di automobili, comunicatori consapevoli, cittadini beneducati, mamme cucinanti, padri telefonanti, figli benevolenti. Quell’angolo e quel momento freddi e amari vogliono essere considerati con tutte le loro forze. L’angolo di chi soffre per amore possiede la potenza devastante del Nulla di Atreiu, e la forza prorompente del minuto 7.20 de L’uccello di fuoco di Stravinskij. Si tratta di un mistero in azione, che chiama e fa domande che fila e sfila con il destino, ma col destino quello che lascia spazio alla creatività delle soluzioni e delle scelte umane, non quella forza immanente e tirannica nella quale a taluni, specie nei libri, conviene credere. Quindi possiamo scegliere se starcene lì dietro l’angolo, seduti, freddi e amari o cercare in tutti gli angoli finché non troviamo ciò con cui la vita ha deciso di sorprenderci.

E magari farci un amaro bello freddo.

foto: Strolic Furlan

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