Me stesso a cena

Negoziati con l'oscurità

By AntonellaPetrera In Counseling

Il lato oscuro che possediamo tutti ha una sembianza cangiante nelle diverse fasi della nostra storia. Alcuni di noi forse ne posseggono più d’uno.

Capriccioso, imprevedibile, sorprendente.

Cos’altro.

Affascinante. Terribile, per alcuni. Alleato.

La letteratura e le storie ci forniscono una cricca sconfinata di amabili soggetti oscuri. Mangiafoco (senza alcuna u, come lo scriveva Collodi stesso), l’eterno mister Darcy, Gatto Silvestro, John Silver, Baba-Jaga, mister Hyde, il gatto nero, Wile E. Coyote (anche se più oscuro di lui è proprio il malefico bipede granturcante).

Ma le nostre oscurità sono davvero così perturbanti?

E se provassimo ad organizzare una bella cenetta a lume di candela con i nostri lati oscuri? Poca luce, così li mettiamo a loro agio. Conversando ci si conosce, si possono studiare i reciproci movimenti. Magari il nostro lato oscuro è più addomesticabile di quanto pensiamo.

Imparare ad abitare l’oscurità è conveniente. Scrutandola e affidandoci al resto dei sensi , visto che siamo al buio, possiamo toccare. Sentire profumi. Gustare, ascoltare. E chiamare in causa anche il sesto, di senso, quello che da animali ci è stato dato in dono da sempre dalla Natura.

L’oscurità è un’occasione.

Nel buio le cose si muovono, e muovono anche gli eventi. Non è che ciò che non vediamo non esiste. Nel buio la nostra vita c’è. Riusciamo a frequentarla anche lì? Se fa troppa paura, questo lato più o meno noto di noi stessi, possiamo capire con quale talismano creare una fiammella. E scrutare poco a poco.

I negoziati con l’oscurità sono necessari.
E i negoziati sono fatti di dialoghi e accordi sottoscritti dalle parti.

 

foto: Fernando De La Garza

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