Quando l’amore è stanco

Rimetterlo in forma

By AntonellaPetrera In Chi sono, Counseling

L’amore è meglio spenderlo o tenerlo per sé?
La risposta sembra immediata.
Siamo circondati di messaggi che invitano a spenderlo. A buttarsi in imprese pindariche in cui brividi ci aspettano e rimpianti sarebbero in agguato.
Ma se dell’amore invece cominciassimo ad esserne gelosi e preservarlo?
L’amore si rompe.
Può andare perduto.
Occorre essere cauti con una materia tanto preziosa.
Quando si spende tutto (e non c’è nessuna colpa, nel farlo) che succede?
Capita che non ne stiamo ricevendo abbastanza, e allora ci si ritrova poveri di amore. Come qualcuno che ha sperperato tutto ciò che possedeva e ora si ritrova sul lastrico. Occorre preservarne. Preservarne per i tempi bui, che quelli arrivano di sicuro. Farne provvista. Non è una fonte inesauribile.
Come si spende l’amore?
Si dice, si racconta, si fa, si agisce, si comunica.
E quando finisce o ci accorgiamo che sta per finire?

Panico.

Si può crearne dell’altro?
Come si crea l’amore?
Cerchiamo una risposta possibile.
Ci si ferma ad amare se stessi un respiro dietro l’altro.
Un’ora dietro l’altra.
Un silenzio dietro l’altro. E si cercano gli alleati.
La buona cucina e il buon cibo.
Un viaggio da soli.
Un libro. Più, libri. Tanti, libri.
Un bagno.
Un vestito nuovo.
Gli amici.
Il lavoro che si ama.
Le creazioni.
Quando la scorta di amore sta per finire, l’amore è stanco.
Si affanna. Stanche ne diventano le membra, e le braccia, e gli occhi, e le possibilità. Si secca. Diventa triste.
Perché l’amore è un essere.
Ed è allora che va messo al sicuro, affinché si ristabilisca e ridiventi florido.
Di finire non finisce. Sa rinascere anche dal poco, lui.
Ma va rimesso in sesto, ogni tanto.

foto: Ludo

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